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Calcio UISP | Nasso saluta dopo 32 anni di militanza. “Giocate più che potete”

Questa mattina, al campo sportivo “Strinati” di Sant’Eusebio, quartier generale del Baiardo, è andata in scena una partita amichevole tra gli amici di vecchia data di Roberto Nasso, che ha salutato il calcio giocato UISP e si appresa ad intraprendere un futuro col ruolo di vice allenatore del Real Quezzi.

Un bel clima, familiare, con la terna arbitrale UISP e la solita e immancabile vena organizzativa di Davide Pagano, ha fatto da cornice alla celebrazione di 32 anni di militanza nei tornei calcistici di UISP e 239 reti segnate in tutte le competizioni ufficiali.

In primo luogo voglio ringraziare la UISP, questa macchina che crea sport per i giovani, per i meno giovani. Poi tutti gli arbitri, tutti i custodi dei campi, tutti i giocatori e tutti gli avversari, perché è solo grazie a questo che ho potuto passare questi anni che per me sono diventati la mia Serie A. C’è sempre stata grande aggregazione con i compagni”.

Ho cominciato con lo Zener nella stagione 1993/1994, poi sono andato avanti con la Rivarolese, poi Phoenix, poi Quezzi, poi Vecchia Rivarolese, poi AKA Oni e di nuovo Quezzi – racconta Nasso ripercorrendo i suoi trentadue anni nei nostri torne – In tutti i posti credo di aver trovato accoglienza, aggregazione, spirito sportivo, voglia di stare insieme e di competere, perché poi ci vuole anche questo. Ho trovato ovunque quella serata amici, calcetto e pizza che ti dà qualcosa di più. In tutti i posti dove sono stato ho trovato buoni ambienti, ho cercato sempre di prendere quello che era il positivo. Ovviamente ci sono state esperienze migliori di altre, ma fare delle classifiche non credo sia bello”.

A chi gli domanda se ci sia un ricordo – o più di uno – che conserva nel cuore e nella mente di questa lunghissima esperienza in UISP, Nasso risponde citandone due. “Dal punto di vista sportivo indubbiamente gli anni con lo Zener quando si è formata la A1: siamo arrivati i quarti e siamo andati a fare le finali regionali con La Spezia e Sarzana ed è stata una bellissima esperienza. A livello invece extra sportivo sicuramente il Real Quezzi, una famiglia come non ho mai trovato nella mia vita. Tutti a bere la birretta dopo la partita, che si vinca, che si perda, a un livello veramente eccezionale di empatia. Davide Pagano è stato, a mio avviso, il motore di questo Real Quezzi. Ha creato una famiglia che va al di là del campo”.

Davide l’ho conosciuto qua, quando giocavo nel Phoenix – spiega Nasso prima di raccontare uno di quegli episodi che connotano perfettamente lo spirito che devono avere i tornei UISP – La prima volta che ho giocato contro il Quezzi c’era uno dietro di me che correva, giocava e incitava anche gli avversari. Mi ricordo che ho simulato una caduta in area, lui mi ha detto “bel tuffo bomber”. Ci siamo dati la mano e poi ci siamo ritrovati al posto di lavoro, perché lavoriamo nello stesso posto, e da lì poi è nato il progetto. Lui già aveva in mente di creare prima una famiglia e poi una squadra ed è un’idea secondo me giusta, è l’idea che deve esserci alla base di questo tipo di competizioni, perché è pur sempre una competizione, anche se a un livello magari un po’ più soft. Lui ha centrato in pieno l’obiettivo. Nei primi anni eravamo un po’ più raffazzonati, poi però siamo riusciti a compattarci, abbiamo preso dei campi di allenamento, è arrivata la A1, sono arrivate anche un po’ di soddisfazioni sportive, perché come dicevi anche te ci vogliono anche quelle. Sono un motore“.

Quando uno lascia il calcio la domanda è d’obbligo: continuerai comunque a seguire i ragazzi? C’è questa idea di rimanere nella famiglia Real Quezzi?Assolutamente rimarrò nella famiglia come dirigente o secondo allenatore, perché non si può lasciare una realtà così bella, però col calcio felicemente ho chiuso. Chiudo con 32 campionati e 239 reti nei campionati a undici, che penso che qualcosina rappresentino. Ciao a tutti e giocate più che potete!“.

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