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Finale Regionale di calcio a 7 Maschile | CUS Genova vice campione: a Spezia vince il VF Alinò

Nella giornata di ieri, venerdì 5 giugno, è terminata 6-2 la finale Regionale di calcio a 7 Maschile targato UISP. In casa della formazione del VF Alinò, vincitrice del campionato a 7 maschile nel Comitato La Spezia e Val di Magra, il CUS Genova allenato da mister Maroni ha ceduto per 6-2. Non sono state sufficienti le reti di Tuvo e Firicano per evitare la sconfitta. Ciononostante, la formazione biancorossa si laurea vice campione di calcio a 7 maschile in Liguria nei campionati organizzati da UISP.

Mister Maroni che, nei giorni scorsi, avevamo avuto l’occasione di intervistare per chiedergli conto della stagione appena conclusa. Ecco quanto ci aveva raccontato.

È  arrivata la vittoria del Campionato a 7 con la squadra maschile. Come è andata la stagione e come sono andate le fasi finali? 

Io sono arrivato al CUS intorno a dicembre. Mi hanno chiamato, io faccio l’allenatore nelle giovanili del Genoa. Sono lì da due anni dopo che ne ho fatti una decina alla Sampdoria. All’inizio è nato un po’ per caso, mi hanno chiamato e io sono appassionato di calcio a tutti i livelli, coincideva con le mie disponibilità di tempo e ho accettato molto volentieri. Penso che il calcio sia importante farlo a tutti i livelli.

Era la prima volta che allenavo a questi livelli, ho cercato di capire quali fossero le esigenze dei ragazzi. Ho sempre cercato di coinvolgerli tutti. Siamo forse l’unica squadra che dà uno spazio quasi paritario a tutti i ragazzi, non esiste che se la partita dura 50 minuti un ragazzo venga per giocarne solo 15 o 20. Questo ha rafforzato il gruppo dei ragazzi. La stagione è stata molto bella e siamo riusciti anche a trovare il filo del divertimento. Abbiamo trovato modalità di condivisione, anche nel momento in cui abbiamo fatto certe scelte. Per esempio in semifinale ho chiesto a loro se avessero preferenze su una gestione delle ultime partite più orientata allo sportivo piuttosto che al paritario totale come prima. Soprattutto i ragazzi un pochino più indietro – quindi secondo me questa è una caratteristica molto bella – mi hanno dato piena disponibilità. In semifinale abbiamo fatto più fatica a fare i cambi, in finale invece abbiamo di nuovo coinvolto tutti. Per me è stata la cosa più bella in assoluto”.

Come ti è sembrata la squadra rispetto al livello del campionato?

La squadra secondo me è più forte rispetto al livello del campionato, non per un discorso tecnico. Tecnicamente i ragazzi affrontati in finale giocavano anche meglio di noi, però siamo tutti giovani, pronti fisicamente e dal punto di vista atletico. Le partite che erano difficili all’inizio, andando sulla lunga durata riuscivamo a portarle dalla nostra parte. La caratteristica principale di questa squadra sono un ottimo atletismo, un grande gruppo e un’educazione sportiva invidiabile. Questa è una cosa importante, io ci tengo molto. Il rispetto per l’avversario e l’arbitro sono un punto cardine. Io questo l’ho sempre detto ai ragazzi e loro sono stati straordinari”.

Tra l’altro è arrivata un’altra soddisfazione: avete vinto anche la Coppa Disciplina…

Sono molto più soddisfatto di aver vinto la Coppa Disciplina con i ragazzi e con le ragazze piuttosto che della vittoria del campionato. Questa è stata l’unica cosa nella quale sono stato intransigente. Se mi accorgo che qualcuno si innervosisce – ed è lecito giocando una partita – io lo tolgo. Anche nelle rare occasioni in cui si sono alzati i toni, la mia scelta è sempre stata togliere il mio ragazzo, anche quando non era colpa sua. Quando ti poni bene le cose vengono disinnescate fin da subito. Infatti non è mai successo praticamente niente. Credo che anche per il CUS sia la più bella pubblicità possibile: le due squadre si sono dimostrate le più corrette dei rispettivi campionati”.

Una menzione – aggiunge mister Maroni – al capitano, Manuel Sericano. Ha una disponibilità e un attaccamento incredibile, si occupa di tutte le questioni burocratiche. Senza di lui non si potrebbe nemmeno andare al campo. In porta poi abbiamo un ragazzo cinese, Yang Yang Sun, che pur non conoscendo benissimo la lingua ha un grande entusiasmo e coinvolge tutti. Penso che ci sia il vero senso dello sport: ci sono coesione, voglia di vincere, di stare insieme. Questo è emerso ancora di più nella squadra delle ragazze, che non ha ottenuto grandi risultati dal punto di vista sportivo ma ad allenamento ci sono sempre tutte, non mancano mai. Fanno capire quanta voglia hanno di fare una cosa. Penso sia un’opportunità molto bella quella che dà il CUS a questi ragazzi giovani, principalmente fuorisede, che riescono a socializzare e fare qualcosa”.

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