Mentre proseguono le attività del ‘Giocando in Allegria’, abbiamo incontrato Marco Mollica, fondatore della squadra Vento di Ponente. Le sue parole.
Quali sono le vostre sensazioni sull’attività del Giocando in Allegria, che è iniziata negli scorsi mesi e che proseguirà fino alla Primavera?
“Io ricordo nel 2005 quando lavoravo in via Peschiera e avevamo fondato l’Athletico Peschiera. Quando mi sono trasferito a ponente, dove ora ricopro il ruolo di Direttore del Reparto di Salute Mentale e Dipendenze dell’ASL 1, ho fondato questa nuova squadra: Vento di Ponente. Lo spirito è lo stesso, sono venti pazienti giovani, adulti, c’è posto per tutti, ovviamente affiancati dagli operatori. Abbiamo già partecipato alle altre edizioni, l’ultima volta siamo arrivati secondi e questa volta vogliamo provare a fare meglio. Oggi ci scontriamo tra prima e seconda, magari ci ritroveremo per gli incontri finali. Ci auguriamo di giocare su un campo simile a questo per dimensioni, magari con un clima come questo. Quello che contraddistingue questa iniziativa è la reciproca accoglienza e la grande disponibilità. Anche nelle proporzioni dei giocatori che scendono in campo ci sono due operatori, poi per il resto ci sono ragazzi. Oggi abbiamo avuto un po’ di problemi ad arrivare in orario, ma abbiamo chiesto un posticipo e inizieremo con un pochino di ritardo”.
Questa attività è inserita all’interno di un percorso terapeutico ed è quindi molto importante…
“Fa parte delle iniziative riabilitative legate allo sport, il calcio in questo caso. Si tratta di un periodo continuo che si svolge con UISP, nel nostro caso di Imperia, ma con tutte quelle della Liguria. Si tratta di un’attività regionale che coinvolge tutti i Dipartimenti di Salute Mentale e Dipendenze della regione, le squadre sono 6 e vanno da La Spezia ad Imperia”.
