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Voci fuori (dal) campo | La storia del Golfo Paradiso PRCA Saint Trappa

Le festività natalizie vanno in archivio e in questa settimana di gennaio che vedrà ripartire i due Campionati a 11 Giocatori organizzati da UISP vi proponiamo un’altra intervista, questa volta al Golfo Paradiso PRCA Saint Trappa, raccontato dal Responsabile Enrico Ciferri.

Come sta andando questo inizio di stagione?

Direi abbastanza bene, la squadra c’è ed è attrezzata. Come tutti gli anni, siamo sempre a rincorrere gente che venga a giocare, tra infortuni e vari problemi. Per il resto la stagione sta andando bene”.

Come è andato lo scontro al vertice con l’Asla?

Chiaramente ognuno la vede alla propria maniera, loro pensavano di poter vincere come lo pensavamo anche noi. Noi abbiamo colpito due pali e ci è stato annullato un gol. Penso che abbiamo qualcosa da recriminare, ma non con l’arbitro che ha arbitrato benissimo. Non bene, benissimo. Ma abbiamo qualcosa da recriminare con la sfortuna, perché potevamo vincere e saremmo stati più soddisfatti. Prosegue questo duello a due che si gioca anche negli altri scontri: vince chi la tiene dura. Loro hanno pareggiato con l’ultima, mentre noi l’abbiamo fatto contro una squadra di media classifica. Sono quelli i punti più preziosi, non solo gli scontri diretti dove puoi giocartela. Nel campionato deve esserci continuità”.

Che livello del campionato state trovando?

Sempre più competitivo. L’organizzazione come al solito è impeccabile, c’è attrattiva per questo torneo. Il livello si alza costantemente ogni anno. Anche contro l’ultima in classifica puoi perdere dei punti, non si può dare nulla per certo”.

Da quanti anni fate il campionato? Siete sempre lo stesso gruppo di persone?

Io l’ho fatto prima da giocatore, ora da presidente anche perché finanzio tutto io. Sono sei anni che c’è il Golfo Paradiso, prima era Sori. Ogni anno ci rinnoviamo e bisogna cercare di mantenere un livello alto. Ci deve essere un rinnovo annuale, penso sia sempre più difficile trovare giocatori che danno continuità – e lo vediamo anche quest’anno – e poi perché il livello è cresciuto e bisogna anche cercare di scegliere. Ovviamente non possiamo prendere tutti, perché chi sta in panchina si lamenta, ma nello sport gioca il più forte. Bisogna considerare che siamo amatori, io metterei anche dei limiti inferiori. Molti smettono perché capiscono di non restare al passo con la velocità dei più giovani”.

Quale obiettivo avete per la stagione?

Il nostro obiettivo è quello di fare le finali nazionali, volevo già partecipare lo scorso anno poi non ho raggiunto il numero sufficiente per andare a giocare. Il mio obiettivo è quello. Poi lo è anche quello di vincere il campionato. Il calcio me lo tengo come divertimento, come valvola di sfogo. Poi uno può arrabbiarsi comunque, a me dà un po’ fastidio talvolta rincorrere la gente per farla venire a giocare. E’ difficile capire lo sforzo che c’è dietro. Se un giocatore dà la disponibilità deve mantenerla”.

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